Serviziper le sale Mediatecaprovinciale CinemaConca Verde Cinema Teatrodel Borgo La scuola al cinemaarrivano i film Rassegna stampacinematografica Cinema all'apertoArena Santa Lucia Infoe contatti

i film consigliati e link per vederli gratuitamente

TRAME E LINK

i film consigliati e link per vederli gratuitamente
tutti i film e i link per vederli gratuitamente
consigliati da Cinema Conca Verde
io resto a casa
 
DRIVE di Nicolas Winding Refn
Il film ha vinto il Premio alla migliore regia al Festival di Cannes.
Quando “Drive” venne presentato al Festival di Cannes del 2011 non eravamo ancora pienamente coscienti di cosa avremmo visto. Nicolas Winding Refn veniva da una lunghissima gavetta e risultati ancora poco importanti. Ma dopo la proiezione fu tutto diverso: il regista ricevette il Prix de la mise en scène (miglior regia) e fu decisamente lanciato nell’olimpo dei nuovi e giovani cineasti. Quello che può essere considerato il primo capitolo della “Trilogia del Neon” mostra tutta la capacità di Refn di mettere in scena e orchestrare le più disparate situazioni con una maestria da veterano. L’approdo hollywoodiano di Refn convince e mostra Ryan Gosling in una forma smagliante.tramaUn pilota d'auto, oltre a lavorare come meccanico e stuntman cinematografico a Hollywood, arrotonda prestando servizio come autista per alcuni rapinatori di banche. Il suo datore di lavoro, Shannon (Bryan Cranston), è un meccanico che in passato ha avuto problemi con la mafia, finendo gambizzato, e che, proprio tramite l'aiuto di un altro boss, Bernie Rose (Albert Brooks), cerca di creare una scuderia automobilistica per correre nella NASCAR, impiegando il protagonista come pilota. Dovessimo individuare un prima e un dopo, all’interno della cinematografia del regista danese Nicolas Winding Refn, lo spartiacque andrebbe rintracciato senza dubbio in Drive. Con un occhio al noir hollywoodiano, Refn stilizza la sua vicenda – scritta da Hossein Amini, autore anche degli script di 47 Ronin (2013) e di Il traditore tipo (2016) – ma la rende al contempo fortemente iperrealistica, la spinge agli estremi dell’estetica ma la trafigge con il pathos e col sentimentalismo. Perché il personaggio interpretato da Ryan Gosling (che con sole due o tre espressioni riesce a comunicare una gamma variegata di stati d’animo) mantiene sempre e comunque le distanze, ben consapevole che una “variabile umana” porterebbe all’imprevisto e alla perdita di controllo della situazione.
https://www.raiplay.it/video/2020/05/drive-8f3786ad-f4b6-4d04-92e4-a24b0f8c5095.html?fbclid=IwAR29zrWLuGM2yJfKkOC1_5aSntWdyS5-a333fEHJzWnYTiyNXtxoj9-LZ3c
 
LA RUOTA DELLE MERAVIGLIE di Woody Allen
con Jim Belushi, Juno Temple, Justin Timberlake, Kate Winslet.
Presentato un paio di anni fa in prima visione al Conca Verde.
Allen si immerge nel dramma di piccole vite di uomini e donne che cercano di strappare alla quotidianità qualche momento di luce.
Ginny ha sposato in seconde nozze Humpty che lavora nel Luna Park di Coney Island e gli ha portato in dote un figlio decenne con una spiccata tendenza per la piromania. Ginny è però insoddisfatta di quel matrimonio e trova nel bagnino Mickey un uomo colto che possa comprendere anche le sue velleità di attrice. Un giorno però arriva a sconvolgere i fragili equilibri Carolina, figlia di Humpty e fuggita dall'entourage del marito mafioso. Quando Mickey ne fa la conoscenza Ginny avverte l'imminenza di un pericolo. Woody Allen aveva già citato il Luna Park di Coney Island in una battuta di Io e Annie quando faceva dire al suo personaggio (Alvy Singer) di aver abitato sotto le montagne russe di quel parco di divertimenti.Questa volta vi si installa direttamente facendosi dominare da quella Wonder Wheel che diventa simbolicamente la ruota delle vite dei suoi protagonisti. Dopo il raffinato e malinconico tuffo nella Hollywood degli studios di Café Society Woody si immerge nel dramma di piccole vite di uomini e donne che cercano di strappare alla quotidianità qualche momento di luce. Che sia quella di una battuta di pesca per Humpty, di una relazione da consumare sotto dei tramezzi di legno tra letteratura e teatro per Ginny o come possibilità di fuga e sopravvivenza a una scelta sbagliata per Carolina.

https://www.raiplay.it/video/2020/05/la-ruota-delle-meraviglie-bb969ff8-815c-4ba8-9850-721bf81ff3a7.html?fbclid=IwAR1npuvIJx5GNpX_ok4UP9iSCi6jCT2F9vp7O1oZs6Vsu86Dm22Bnw-h2No

 
SANTIAGO ITALIA di Nanni Moretti
bello Realizzato a partire da immagini d'archivio e da testimonianze, Santiago, Italia racconta i mesi che seguirono il golpe del dittatore che mise fine al sogno democratico di Salvador Allende. Il film mette l'accento sul ruolo encomiabile dell'ambasciata italiana basata a Santiago, che diede rifugio a centinaia di oppositori del regime, permettendogli di raggiungere l'Italia.
Il cinema di Nanni Moretti procura sempre un trasalimento, legato alla presenza ricorrente dell'autore nella sua opera. Che il film si richiami oppure no alla sua esperienza personale, lo spettatore oscilla tra finzione del personaggio e intimità della persona. Dal suo primo cortometraggio, La sconfitta, Moretti ha nutrito questa ambiguità e rilanciato le incarnazioni: Michele Apicella, alter ego collerico intorno a cui forgia il suo cinema fino a Palombella rossa, se stesso nei suoi sorprendenti diari intimi (Caro diario, Aprile), personaggio a pieno titolo nelle fiction della maturità (Caos calmo), "a fianco" del suo personaggio nel lutto morale e intimo di Mia madre. Questa evoluzione identitaria ha prodotto una filmografia che è diventata coscienza artistica e politica dell'Italia.
 
https://www.raiplay.it/video/2019/09/Santiago-Italia-58573b59-23cf-4bb8-a6fe-ca93d512eb16.html
 
UN VIE - UNA VITA
di Stéphane Brizé, con Judith Chemla, Jean-Pierre Darroussin
Dopo LA LEGGE DEL MERCATO, film consigliato ieri, vi proponiamo un altro bel lavoro del regista Stéphane Brizé, adattamento del primo romanzo di Guy de Maupassant.
Presentato alla Mostra del Cinema di Venezia.
Normandia, 1819. Jeanne è una giovane donna che sboccia alla vita. Figlia dei baroni Le Perthuis des Vauds, si innamora e sposa Julien de Lamare, un nobile locale decaduto che si rivela presto un adultero incorreggibile. Dopo aver sedotto e ingravidato Rosalie, la domestica al servizio dei baroni, Julien chiede perdono a Jeanne e lo ottiene, rientrando in seno alla famiglia e diventando padre di Paul. Ma all'orizzonte si prepara un'altra tempesta che travolgerà ogni bene, materiale e affettivo, affondando Jeanne nei ricordi di una vita.
Incollato ai personaggi, l'autore francese esalta il valore dei suoi attori di cui sollecita apertamente le emozioni in un flusso continuo di immagini. Ai lunghi piani sequenza che accompagnano il calvario di Lindon, subentra un formato 4:3 che riduce il mondo fuori e costringe la protagonista fino ad asfissiarla. Luogo di composizione che ingloba il mondo in pochi brani lirico-bucolici, che aprono sulla campagna e respirano sul mare, il taglio dell'immagine incide profondamente sull'espressività del soggetto. Per il suo dramma sul matrimonio, l'aristocrazia, la psicologia di una donna, la bellezza dei paesaggi, il realismo relativistico, Brizé predilige una proporzione che esaspera i rapporti di forza al centro del film, saturando il quadro del meglio e del peggio della vita, dell'amore e del suo disfacimento e mettendo lo spettatore vis-à-vis con i protagonisti, con la nobiltà o la mediocrità del loro ritratto.
QUI IL LINK
https://www.raiplay.it/video/2020/05/una-vita-40180756-7318-4e4b-9e3e-93ca0c7a6ead.htmIl
 
SCIALLA
dI Francesco Bruni con Fabrizio Bentivoglio, Barbora Bobuľová
Scialla! è stato presentato alla 68ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, dove ha vinto Controcampo italiano, la sezione che la Mostra dedica al cinema italiano
I tormenti di un adolescente 'vero', raccontati con saggezza, senza prediche né volgarità
Bruno Beltrame ha tirato i remi in barca, e da un bel po'. Del suo antico talento di scrittore è rimasto quel poco che gli basta per scrivere su commissione "i libri degli altri", le biografie di calciatori e personaggi della televisione (attualmente sta scrivendo quella di Tina, famosa pornostar slovacca divenuta produttrice di film hard); la sua passione per l'insegnamento ha lasciato il posto a uno svogliato tran-tran di ripetizioni a domicilio a studenti altrettanto svogliati, fra i quali spicca il quindicenne Luca, ignorante come gli altri, ma vitale ed irriverente. Un bel giorno la madre del ragazzo si fa viva, come un fantasma dal passato, con una rivelazione che butta all'aria la vita di Bruno: Luca è suo figlio, un figlio di cui ignorava l'esistenza. Non solo: la donna è in procinto di partire per un lavoro di sei mesi da cooperante in Africa, e il ragazzo non può e non vuole certo seguirla laggiù. La donna chiede a Bruno di ospitare a casa sua il ragazzo, e di prendersi cura di lui, ma senza rivelargli la sua vera identità.
Inizia così la vicenda del film di un ottimo sceneggiatore che un produttore illuminato come Beppe Baschetto ha finalmente fatto alzare dalla sedia collocata davanti al computer per metterlo al comando di quella ciurma (che immaginiamo divertente e divertita) che ha realizzato un film che trova una sua collocazione originale nel panorama del cinema italiano contemporaneo. Perché Francesco Bruni non vuole proporci l'ennesima commedia generazionale, non vuole spacciarci volgarità a buon mercato ma nemmeno propinarci un'opera prima 'autoriale'. Vuole qualcosa di più e di diverso. Ci vuole innanzitutto ricordare che una sceneggiatura che funzioni ha bisogno di un costante ancoramento alla realtà. Bruni racconta un adolescente 'vero' non un ragazzo immaginato al chiuso di una stanza e poi riversato sulla tastiera di un iPad. Così come nell'inedia di Beltrame ritrae una parte di questa nostra società italiana che si è ormai ritratta, per perdita di fiducia anche nelle proprie capacità, dall'interazione.
QUI IL LINK
https://www.raiplay.it/programmi/sciallastaisereno
 
 
 
MOLIÈRE IN BICICLETTA di Philippe Le Guay, con Fabrice Luchini, Lambert Wilson
Bella commedia in versi e in cinque atti, un omaggio al mondo del teatro e alla fragilità dei suoi protagonisti. "Il Misantropo" è la storia di un uomo intransigente, che rifiuta l'ipocrisia ed esibisce una rigida rettitudine che si ripete 'per principio', allontanandolo dal mondo e dalle relazioni umane. E come l'Alceste di Molière, Serge Tanneur si è congedato dalla mondanità e dai riflettori, ripiegando nella solitudine e nella lagnanza, da cui lo stana Gauthier Valence. Scorbutico, geloso e crudelmente sincero, il personaggio di Fabrice Luchini trova in Lambert Wilson un'antagonista all'altezza, con cui provare e (ri)provare a se stesso di essere il migliore. Portatori di una comicità corrosiva, Luchini, saturo di bile nera, e Wilson, pieno di vanagloria, interpretano a turno l'Alceste molièriano, esibendo la dimensione atemporale del suo carattere e la modernità dei suoi difetti. Nato dall'ossessione di Fabrice Luchini per il commediografo francese, Molière in bicicletta è una commedia che mette in crisi, ridicolizzandoli, gli automatismi su cui la società (dello spettacolo) si fonda.
https://www.raiplay.it/programmi/moliereinbicicletta
 
LO SCIACALLO di Dan Gilroy
Questo film è stato presentato all'interno della nona edizione di CINEFILOSOFIA l'evento di Cinema Conca Verde dedicato al dialogo tra il linguaggio del cinema con quello della filosofia.Proiezioni e incontri con docenti di filosofia.
Dopo il film LO SCIACALLO il prof. Paolo Mottana aveva condotto un incontro dal titolo «il successo, la moda, la morte», una riflessione sul legame sempre più inscindibile, nella filosofia del successo contemporanea, tra ragione strumentale, cinismo estremo e estetica della morte.Louis è un ladro di materiali edili quando lo incontriamo, non è chiaro cosa abbia fatto prima ma ora ruba rame, ferro e simili per rivenderli sottoprezzo ai cantieri con un obiettivo più grande: trovare un vero lavoro in una congiuntura economica non facile. Tuttavia nessuno assume un ladro. Un giorno è testimone di un incidente stradale e vede una troupe televisiva accorsa per riprendere l'accaduto, capisce che è un vero lavoro e uno che paga ma nemmeno in questo caso trova qualcuno pronto ad assumerlo così pensa di poter fare da sè e con i propri metodi (il furto) ruba il necessario per comprare un'attrezzatura di base e iniziare a girare le strade di Los Angeles in cerca di incidenti, furti e cronaca dura da rivendere ad un'emittente locale con pochi scrupoli. Quando il business si fa più serio aumenta anche la sua abilità ma non il suo senso del limite e dell'etica verso le vittime.É molto bella la maniera in cui l'imprenditore invasato di sogno americano di Jake Gyllenhaal parla con gli occhi spalancati, ascolta quel che gli viene detto, fa tesoro di ogni batosta e ogni insegnamento per arrivare al proprio traguardo. Uno svantaggiato che non ha avuto un'educazione vera e propria ma che ha imparato a trovare su internet tutte le nozioni di cui ha bisogno. Si applica, studia e lavora senza sosta, è insomma concepito come l'ideale statunitense Louis e appare a tutti gli effetti come un personaggio positivo, non fosse per quel dettaglio della mancanza di scrupoli e della sete di ambizione che ci viene rivelata fin dalla prima scena.

https://www.raiplay.it/video/2020/04/lo-sciacallo---nightcrawler-6858298e-f86e-4b53-8cdc-b2de0a736b2b.html?fbclid=IwAR2ReNuYzVOsEAHojriFSqhqJprhT86O_T1sckCZv0dbm4UFBKtsER7fwmA

 
IL TEMPO SI E' FERMATO di Ermanno Olmi
Lo conoscete? Cosa ne pensate?
qui sotto il link per vederlo gratuitamente
Concepito come documentario per l'Edisonvolta, crebbe tra le mani del giovane Olmi, divenendo il suo primo lungometraggio, girato con attori non professionisti.
Piccolo gioiello di comicità, umanità e contemplazione dell'uomo e del suo rapporto con la natura
trama
Uno dei due guardiani di una grande diga, vicino all'Adamello, è costretto a scendere a valle in seguito alla nascita di un figlio. Il suo posto viene preso da un giovane studente. I rapporti fra quest'ultimo e il rude montanaro, del quale è diventato collega, dapprima sono freddi e imbarazzanti, poi fra i due nasce una amicizia sincera, nella serenità delle candide distese nevose, delle montagne maestose, del silenzio.
https://www.raiplay.it/video/2017/05/Il-tempo-si-e-fermato-e9871ec9-009b-4be4-9350-8cac4e35bf6a.html
 
 
UNA QUESTIONE PRIVATA
di Paolo e Vittorio Taviani, con Luca Marinelli, Lorenzo Richelmy,
tratto dal romanzo Una questione privata di Beppe Fenoglio pubblicato nel 1963.
Durante i combattimenti della guerra di liberazione nelle Langhe, il partigiano Milton si divide tra i combattimenti contro i nazifascisti, l'amicizia per i compagni di brigata e il suo amore clandestino per Fulvia.
Paolo e Vittorio Taviani affrontano uno dei "testi sacri" della letteratura italiana, "Una questione privata" di Beppe Fenoglio, con il piglio autoriale che deriva loro da una lunga militanza cinematografica e da una conoscenza profonda della Seconda guerra mondiale e della lotta partigiana.
Come Ermanno Olmi in ...torneranno i prati, i Taviani raccontano il tempo di guerra rifiutando di concentrarsi sull'azione bellica e depurando la Storia di tutto ciò che è ridondante, per lasciare i protagonisti nudi di fronte alla desolazione e all'orrore. Come in Così ridevano di Gianni Amelio, la narrazione cinematografica di Una questione privata procede per episodi chiave, momenti e personaggi che incarnano la Storia e la condizione umana nella sua essenza. Il più folgorante è l'incontro di Milton con i genitori, scena muta di straziante intensità, riassunto senza parole del cordoglio di tante famiglie che hanno visto scomparire i propri figli inghiottiti dalla guerra, conservando a stento la speranza di rivederli vivi, anche per un solo, fugace istante.
https://www.raiplay.it/video/2017/07/Una-Questione-Privata-20eb1feb-b93d-49c4-aeef-9cb47dcd3c84.html
 
C'EST LA VIE di Olivier Nakache, Eric Toledano
La commedia corale è la nuova scommessa, come gli esordi, per la coppia d'oro del cinema francese Eric Toledano e Olivier Nakache, che abbandona solo in apparenza l'impegno sociale degli ultimi film per tornare a far ridere dopo il trionfo di Quasi amici. La novità è che ci riescono così bene, a equilibrare i toni, a far ridere, intenerire e riflettere, da fare un deciso salto di qualità. Dialoghi e ritmo a pieno regime, sorriso sempre in agguato per uno spettatore che avrà anche modo di emozionarsi per questa passerella di umanità che cerca di cavarsela, e di ricavare dalla forza del gruppo l'energia per farcela. Eccellenti i protagonisti, dal sornione capo dell'agenzia che organizza matrimoni Jean-Pierre Bacri a Gilles Lelouche
trama
L'esperto wedding planner Max Angély viene incaricato di sovrintendere al matrimonio di Pierre e Héléna, che si terrà presso un castello rinascimentale, proprio il giorno del suo compleanno; Max dovrà però fare i conti con un personale difficile e "ribelle". I problemi che scaturiscono dalle molteplici incomprensioni andranno ad intrecciarsi con le sue vicende personali.
https://www.raiplay.it/video/2020/02/cest-la-vie-prendila-come-viene-599cdaf2-6257-41cd-90d4-0657d36103c4.html
 

BIRDMAN
di Alejandro G. Iñárritu, regista tra gli altri di REVENANT - 21 GRAMMI - AMORES PERROS.
Distribuito anche con il sottotitolo "L'imprevedibile virtù dell'ignoranza" ha per protagonisti Michael Keaton, Emma Stone ed Edward Norton.
Il film ha aperto la Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia nel 2014, ha ricevuto ben nove candidature agli Oscar 2015, vincendone quattro per miglior film, miglior regia, miglior sceneggiatura originale e miglior fotografia.
Il regista messicano Alejandro Gonzalez Inarritu si cimenta con la commedia, benché agrodolce e in alcuni tratti quasi nera. Temi principali sono l'ego, in particolare quello maschile, e l'incapacità di distinguere l'amore degli altri dalla loro approvazione. Chi meglio di un attore molto amato ma poco apprezzato per rappresentarlo? Inarritu scandaglia l'animo del protagonista usando la cinepresa come mai aveva fatto prima, ovvero cimentandosi in una serie praticamente infinita di piani sequenza all'interno dei quali gli attori recitano senza interruzioni come su un palcoscenico teatrale, entrando e uscendo continuamente dal teatro in cui si svolge prevalentemente l'azione alla strada, e dentro e fuori i camerini, i corridoi, il backstage del teatro stesso. In un gioco continuo di immagini rifratte attraverso specchi e spiragli. trama: Riggan Thompson è una star che ha raggiunto il successo planetario nel ruolo di Birdman, supereroe alato e mascherato. Ma la celebrità non gli basta, Riggan vuole dimostrare di essere anche un bravo attore. Decide allora di lanciarsi in una folle impresa: scrivere l'adattamento del racconto di Raymond Carver Di cosa parliamo quando parliamo d'amore, e dirigerlo e interpretarlo in uno storico teatro di Broadway. Nell'impresa vengono coinvolti la figlia ribelle Sam, appena uscita dal centro di disintossicazione, l'amante Laura, l'amico produttore Jake, un'attrice il cui sogno di bambina era calcare il palcoscenico a Broadway, un attore di grande talento ma di pessimo carattere. Riuscirà Riggan a portare a termine la sua donchisciottesca avventura?

 
 
PECORE IN ERBA di Alberto Caviglia
presentato all'interno di CINEMA ITALIA la rassegna di Cinema Conca Verde dedicata alle nuove vie del cinema italiano contemporaneo,
Avete visto ZELIG di Woody Allen? Il lavoro di Alberto Caviglia per alcuni aspetti lo richiama.
«un film fatto con pochi soldi, ma con molte idee. Esilarante, ma capace di far pensare, comico, ma anche malinconico. Un fiore del cinema italiano, povero di risorse ma ricco di intelligenza e umorismo che sa sfidare i tabù con il sorriso e senza prosopopea"
In concorso nella sezione Orizzonti al Festival di Venezia 2015. È un mockumentary (falso documentario) surreale che ribalta il tema dell'antisemitismo, un esperimento estremo che vuole portare a ragionare sulla follia di molti atteggiamenti comuni, sull'ipocrisia che genera pregiudizio, e sul modo distorto in cui la realtà può venire presentata dai mezzi di comunicazione.
 

LA MAFIA UCCIDE SOLO D'ESTATE di PIf che attraverso i ricordi d'infanzia del protagonista ricostruisce, in toni spesso paradossali e ironici, la sanguinosa stagione dell'attività criminale di Cosa nostra a Palermo dagli anni settanta fino agli anni novanta.
La storia prende spunto dall'esperienza personale e civile di Pif e di tutti quei molti altri palermitani che, come lui, hanno vissuto per anni in una città divisa tra la normalità degli eventi quotidiani e la violenza dei fatti di mafia. Il piccolo Arturo, il protagonista del film, si trova, a differenza dei suoi concittadini, ad essere sensibile alle "malavitose stranezze" che vede accadere ogni giorno nella sua città, e rappresenta tutti i giovani giornalisti e attivisti siciliani che hanno affrontato il malaffare mafioso, diventandone spesso vittime.I protagonisti del film vivono, col passare degli anni, una sorta di doppia vita, fatta da una parte di feste di compleanno, innamoramenti e scelte professionali, dall'altra di attentati, minacce, omicidi ed una multiforme omertà. Sia da bambino che da adulto, la sfida di Arturo sarà quella di confrontarsi con questo sdoppiamento del mondo palermitano, trovando le risposte giuste nel proprio cuore e nel proprio senso civile. Il film nasce dall'intuizione del produttore Mario Gianani che, dopo aver visto una puntata de Il Testimone, decide di contattare l'autore per sapere se ha idee per il cinema. Pif, che ha iniziato la sua carriera nell'audiovisivo come aiuto-regista di Franco Zeffirelli nel 1998 e poi di Marco Tullio Giordana ne I cento passi (film dedicato a Peppino Impastato, quindi anch'esso direttamente legato al tema della mafia) nel 2000, coglie al volo l'occasione, propone un'idea che stava sviluppando da circa 4 anni e che darà vita proprio al film con Cristiana Capotondi.

 
LA PELLE DELL'ORSO. Marco Paolini venne al Conca Verde a dialogare con il pubblico in occasione dell'anteprima di questo film. Una serata che non dimentichiamo.
Un film di Marco Segato tratto dal romanzo omonimo di Matteo Righetto.
Anni Cinquanta. Domenico ha 14 anni e vive da solo con il padre Pietro da quando la madre è morta in circostanze misteriose. Pietro, uscito di galera, è il bersaglio della piccola comunità montana che lo considera "una bestia". Quando in paese si ripresenta el Diàol, il diavolo, un orso che ha già mietuto vittime in passato, Pietro intuisce la possibilità del suo riscatto: dunque scommette con il padrone della cava di pietra locale, Crepaz, che ucciderà l'orso. Se riuscirà nell'impresa guadagnerà una somma enorme per l'epoca e la zona. Se invece fallirà, regalerà un anno del suo lavoro di spaccapietre a Crepaz. Anche per Domenico la caccia all'orso è un'occasione: per riavvicinarsi al padre, mettere alla prova la propria abilità con il fucile, e dimostrare che non è un bocia, ma un giovane uomo pronto ad affacciarsi alla vita adulta.
Marco Segato, autore di documentari e regista teatrale formatosi all'Università di Padova e alla factory delle Scuole Civiche di Cinema di Milano, debutta al lungometraggio con una storia narrata in purezza, tratta dal romanzo di formazione "La pelle dell'orso" di Matteo Righetto. E fa una serie di scelte di grande saggezza e umiltà: scrive la sceneggiatura insieme a Marco Paolini, protagonista del film nei panni di Pietro (e soggetto di alcune regie teatrali di Segato), ed Enzo Monteleone; sceglie come direttrice della fotografia Daria D'Antonio, eccezionale nel far emergere le figure dal buio e nel dosare il fuoco fra primo piano e sfondo; affida i ruoli principali a Paolini e al giovanissimo ma efficace Leonardo Mason, e affianca loro un cast di interpreti di spessore, da Lucia Mascino a Paolo Pierobon a Maria Paiato; abbina al montaggio il "veterano" Paolo Cottignola (David di Donatello per Il mestiere delle armi) e la pluripremiata Esmeralda Calabria; infine costruisce un manto sonoro che riequilibra silenzi della montagna e dialoghi limati all'osso con le musiche di Andrea Felli (il suono è di Remo Ugolinelli e Alessandro Palmerini).
 
LA GUERRA E' DICHIARATA
intenso film di Valérie Donzelli.
La regista racconta la vicenda drammatica di una coppia che lotta per salvare il proprio bambino malato. La particolarità è che si tratta di un'esperienza realmente vissuta dalla stessa coppia che lo ha scritto, diretto e interpretato.
Valérie Donzelli e Jérémie Elkaïm sono un duo invincibile, dentro e fuori lo schermo. Non è certo da tutti rimettersi nelle condizioni drammatiche che la vita ha riservato loro realmente, con il calvario della malattia del figlio Gabriel, per riportarlo sullo schermo in quella che per forza di cose diventa una finzione.... L vitalità che si sprigiona da Dichiarazione di guerra è tale, e la sincerità delle dichiarazioni d'amore che lo attraversano (una per tutte la canzone) è così reale e fragrante, che l'impatto del film va ben oltre il suo oggetto narrativo e si configura in primo luogo come una bellissima storia d'amore.
https://www.raiplay.it/video/2018/09/FILM---LA-GUERRA-E-DICHIARATA-fd026788-6fd9-4b6c-a064-9e47b34704ab.html
 
 
CAPTAIN FATASTIC è stato presentato all'interno di OPEN YOUR EYES la proposta di cinema del Borgo dedicata a cinema ambiente e sostenibilità.
Un film di Matt Ross. Protagonista del film è Viggo Mortensen, che interpreta il ruolo di un padre fuori dagli schemi che ha vissuto in isolamento con la sua famiglia per oltre un decennio, lontano dalla moderna e consumistica società.
Il film è stato presentato in anteprima mondiale al Sundance Film Festival 2016, per poi essere proiettato nella sezione Un Certain Regard al Festival di Cannes 2016, dove ha vinto il premio per la miglior regia. Nel corso del 2016 ha ottenuto diversi riconoscimenti.
Le riprese sono iniziate a luglio 2014 e hanno avuto luogo principalmente nello stato di Washington (Sultan, Snohomish, Deception Pass State Park, Gold Bar, Kirkland e nella contea di Whatcom). Il film è stato girato anche nel Nuovo Messico (Mesilla, Albuquerque e Las Cruces) e a Portland in Oregon.
TUTTI I SANTI GIORNI di Paolo Virzì
con Luca Marinelli, Thony, Micol
Uno dei film più amati di Virzì insieme a LA PAZZA GIOIA, LA PRIMA COSA BELLA, OVOSODO solo per citarne alcuni
Trama
Guido e Antonia sono una coppia di giovani: toscano lui e siciliana lei, si sono conosciuti ad un concerto di quest'ultima, in un locale di Roma, città dove ora convivono. Lui lavora come portiere di notte ed è appassionato di letteratura e storia antica, con un pallino per le agiografie; lei lavora in un autonoleggio e continua a comporre canzoni e a covare la timida speranza di tornare a cantarle in pubblico. Il loro desiderio di avere figli li porta a provare varie strade e confrontarsi con ambienti e persone radicalmente diversi.
 
IL GIOVANE FAVOLOSO di Mario Martone incentrato sulla vita del poeta Giacomo Leopardi interpretato da Elio Germano.
Presentato nelle rassegne POMERIGGIO AL CINEMA e DA VEDERE E RISCOPRIRE. E' uno dei titoli più visti anche al mattino dalle scuole nelle proposte de LA SCUOLA AL CINEMA.
È stato presentato in concorso alla 71ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia.
Tra le ultime altre opere di Martone consigliamo anche
NOI CREDEVAMO - CAPRI REVOLUTION - IL SINDACO DEL RIONE SANITA'
Trama
Il giovane favoloso inizia con la visione di tre bambini che giocano dietro una siepe, nel giardino di una casa austera. Sono i fratelli Leopardi, e la siepe è una di quelle oltre le quali Giacomo cercherà di gettare lo sguardo, trattenuto nel suo anelito di vita e di poesia da un padre severo e convinto che il destino dei figli fosse quello di dedicarsi allo "studio matto e disperatissimo" nella biblioteca di famiglia, senza mai confrontarsi con il mondo esterno.
 
IL MIO MIGLIORE INCUBO di Anne Fontaine.
Il film è stato presentato fuori concorso al Festival Internazionale del Film di Roma nel 2011.
la trama
Agathe dirige una prestigiosa fondazione per l'arte contemporanea, vive col marito editore e il figlio in un appartamento di 200 metri quadri nel centro di Parigi, è snob, sarcastica, spesso insopportabile. Patrick è il padre del miglior amico del figlio di Agathe, sbarca il lunario con lavoretti da muratore, è un alcolizzato e ha una vera e propria fissazione per il sesso e i seni voluminosi. Agathe e Patrick non potrebbero essere più lontani, ma dal momento del loro incontro le vite di entrambi cambiano radicalmente.
 
 
THE WOLF OF WALL STREET
di Martin Scorsese. Narra l'ascesa e la caduta di Jordan Belfort, spregiudicato broker newyorkese interpretato da Leonardo DiCaprio alla sua quinta collaborazione con Scorsese. Fulcro della pellicola è la sua vita fatta di eccessi che lo porteranno poi a una rovinosa caduta.
Martin Scorsese fu considerato fin da subito per la direzione del film.Prima di occuparsi di Shutter Island, girato a sua volta con Leonardo DiCaprio, Scorsese rivelò di aver lavorato a una bozza per il film senza però ottenere mai un semaforo verde da parte della Warner e affermando di «aver sprecato circa cinque mesi della sua vita». Nel 2010 la Warner Bros. propose a Ridley Scott di dirigere il film, sempre con DiCaprio come protagonista, ma in seguito la stessa Warner cestinò il progetto. Martin Scorsese alla première francese nel dicembre 2013.
Fu solo nel 2012 che il film ottenne luce verde, grazie all'entrata in scena della casa produttrice indipendente Red Granite Pictures, che non pose restrizioni riguardo allo sviluppo del film. Fu allora che Martin Scorsese, consapevole che non sarebbero stati posti dei limiti al contenuto, decise di ritornare a far parte del progetto.In particolare, in un'intervista, Scorsese ha dichiarato: «La mia prima preoccupazione era quella di raccontare la storia di qualcuno non molto rilevante, qualcuno che non aveva fatto nulla di ispirante, non era né da un lato Michelangelo, un Roosevelt o un Lincoln, né d'altra parte un Rasputin, un Mao, uno Stalin, e oltre a questo, qualcuno la cui vita non fosse un esempio, non fosse nobile in alcun modo, non perché si voglia fare del male a qualcuno di per sé, ma per non avere nessuno modello decente di riferimento per la sua vita, questo è ciò che ho imparato dal mondo intorno a loro, è una qualcosa da cui sono sempre stato attratto, qualcuno sul modello di Gordon Gekko o Tommy, il personaggio di Joe Pesci, in Quei bravi ragazzi».
 
 THE HATEFUL EIGHT di Quentin Tarantino
Ottavo film del regista statunitense. Il film è un western con Samuel L. Jackson, Kurt Russell e Jennifer Jason Leigh, La colonna sonora è di Ennio Morricone.
Otto viaggiatori bloccati dalla neve si rendono presto conto che, forse qualcuno non è chi dice di essere e che, probabilmente, non sarà facile per nessuno raggiungere Red Rock.
Il film ha ottenuto 3 candidature e vinto un premio ai Premi Oscar, 3 candidature e vinto un premio ai Golden Globes, 2 candidature a BAFTA, 6 candidature e vinto un premio ai Critics Choice Award.
curiosità
- è stato girato in Ultra Panavision 70, una pellicola che permette di ottenere immagini di qualità migliore, con fotogrammi più definiti, che viene usata ormai molto poco.
- Viggo Mortensen rifiutò il ruolo di Jody Domergue a causa di alcuni impegni cinematografici. Il ruolo andò così a Channing Tatum.
- Il film segna la sesta collaborazione tra Quentin Tarantino e Samuel L. Jackson.
– Tarantino ha detto che le sue prime due fonti d’ispirazione per questo film sono Le Iene e La Cosa: il primo l’ha fatto lui e anche lì si parla molto, spesso al chiuso; il secondo è un film horror e di fantascienza di John Carpenter, del 1982.
– Uno dei protagonisti dice, a un certo punto, “A bastard’s work is never done” (il lavoro di un bastardo non finisce mai). È la frase usata da uno dei poster di Bastardi senza gloria.
– È la sesta collaborazione tra Tarantino e Samuel L. Jackson: questa è però la prima volta in cui Jackson è l’attore con lo stipendio più alto.
– Se state pensando di aver visto Jackson in solo quattro film di Tarantino avete quasi ragione: in Kill Bill vol. 2 Jackson fa solo un cameo e in Bastardi senza gloria la voce narrante è la sua.
– Le scene in esterno sono state girate a Telluride, in Colorado, al freddo. Il set per gli interni era invece a Los Angeles, al caldo. Per rendere credibile il tutto lo studio di Los Angeles in cui è stato girato The Hateful Eight veniva però tenuto a una temperatura di circa zero gradi centigradi.
– La carrozza che si vede all’inizio del film si chiama “Butterfield Overland Stage”. Come la carrozza del film Quel treno per Yuma – diretto nel 1957 da Delmer Daves.
– Il personaggio interpretato da Kurt Russell dice, a un certo punto, “That’ll be the day!” (“verrà il giorno!”). È una frase ripetuta spesso dal personaggio di John Wayne in Sentieri selvaggi.
– Nei titoli di coda del film c’è, tra i vari ruoli del set, una persona il cui ruolo era indicato come Checkpoint Charlie (il famoso posto di blocco tra le due Berlino durante la Guerra fredda). La persona che doveva fare il Checkpoint Charlie era quella che aveva il compito di evitare che la gente entrasse sul set con dei cellulari.
 
LA PRIMA NEVE di Andrea Segre
il film racconta di Dani che scappato dal Togo, nel suo viaggio verso Parigi è di passaggio in un piccolo paese del Trentino. Qui incontra Michele, un ragazzo di undici anni molto triste per la perdita del padre. Presentato a Venezia 2013.
Andrea Segre è stato ospite al Conca Verde ultimamente per presentare IL PIANETA IN MARE. Precedentemente per L'ORDINE DELLE COSE, IBI, I SOGNI DEL LAGO SALATO. Andrea Segre è poi autore di altri affascinanti film come ad esempio IO SONO LI, MARE CHIUSO, COME IL PESO DELL'ACQUA
La prima neve è un film del 2013 diretto da Andrea Segre.
Il film è stato presentato alla 70ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia.
A due anni dal fortunato esordio con Io sono Li, Segre torna a narrare una storia di immigrazione, confrontandosi nuovamente con solitudini e traumi familiari dell'Italia di provincia, in questo caso illustrando l'amicizia tra un uomo e un bambino diversissimi, ma accomunati da una perdita che per entrambi sembra insuperabile
 
IL LABIRINTO DEL FAUNO di Guillermo Del Toro
A metà tra fantasy e horror racconta il percorso di crescita di una ragazzina (durante la guerra spagnola), che affronta sia la violenza della situazione reale che l'inquietudine dei fanstasmi e mostri di un mondo parallelo inconscio.
Personaggi e scene geniali, in un paio di momenti anche violente, per un'opera da non perdere, per un pubblico over 14.
Uno dei lavori più apprezzati di Del Toro premio Oscar per il successivo LA FORMA DELL'ACQUA.
IL LABIRINTO DEL FAUNO è stato presentato in concorso al Festival di Cannes 2006, il film si è rivelato uno straordinario successo di critica, al punto che secondo i calcoli del sito Metacritic risulta essere l'opera cinematografica più apprezzata a livello mondiale dell'intero 2006. Nel 2007 si è aggiudicato il premio al miglior film della National Society of Film Critics, e tre Premi Oscar: miglior fotografia, miglior scenografia e miglior trucco.
Si tratta della seconda parte di una duologia informale di film fantastici dello stesso regista (la prima è La spina del diavolo) ambientati durante la guerra civile e il dopoguerra spagnolo.
questo il monologo iniziale
«Tanto tempo fa, nel regno sotterraneo, dove la bugia, il dolore, non hanno significato, viveva una principessa che sognava il mondo degli umani. Sognava il cielo azzurro, la brezza lieve e la lucentezza del sole. Un giorno, traendo in inganno i suoi guardiani, fuggì. Ma appena fuori, i raggi del sole la accecarono, cancellando così la sua memoria. La principessa dimenticò chi fosse e da dove provenisse. Il suo corpo patì il freddo, la malattia, il dolore, e dopo qualche anno, morì. Nonostante tutto, il Re fu certo che l'anima della principessa avrebbe fatto ritorno, magari in un altro corpo, in un altro luogo, in un altro tempo. L'avrebbe aspettata, fino al suo ultimo respiro. Fino a che il mondo non avesse smesso di girare.»
trama
Spagna, 1944. La guerra civile si è conclusa da tempo, con Francisco Franco che ha preso saldamente il pieno potere. In una zona montuosa ci sono però ancora dei ribelli che non si arrendono al nuovo regime: l'avamposto deputato è sotto il comando dello spietato capitano Vidal che ha chiamato a sé la moglie Carmen, perché vuole che partorisca presso di lui. Carmen, che patisce il lungo viaggio, porta con sé la figlia Ofelia, nata dal primo matrimonio.
In questo contesto di tensione, con la madre sofferente e un patrigno ostile, Ofelia sfrutta la sua immaginazione e si rifugia un mondo incantato che però si sovrappone alla realtà, rivelando quanto anch'esso sia reale e non solo una fantasia.
nella pagina di Wikipedia tante altre informazioni interessanti
https://it.wikipedia.org/wiki/Il_labirinto_del_fauno
 
 IL CAPITALE UMANO
L'avete visto? Vi è piaciuto e lo consigliate ad altri?
Scrivete nei commenti...
Il capitale umano è uno dei film più amati dii Paolo Virzì, con Valeria Bruni Tedeschi, Fabrizio Bentivoglio, Valeria Golino, Fabrizio Gifuni, Luigi Lo Cascio
Virzì è autore di tanti altri film di successo come OVOSODO - CATERINA VA IN CITTA' - LA PRIMA COSA BELLA - LA PAZZA GIOIA solo per citarne alcuni
Liberamente tratto dal thriller di Stephen Amidon, ambientato nel Conneticut, con l'aiuto di Francesco Piccolo e Francesco Bruni, Il capitale umano vanta un cast variamente composto su cui domina Fabrizio Bentivoglio che interpreta senza alcun timore il personaggio di Dino Ossola
curiosità
Nonostante la storia sia ambientata in Brianza, la maggior parte delle scene urbane sono state girate a febbraio 2013 nelle città di Varese e Como, nelle campagne di Osnago in Provincia di Lecco e ad Arese per la villa con piscina. La villa della famiglia Bernaschi è invece a Fortunago, in provincia di Pavia.Il Teatro Politeama che Carla Bernaschi vorrebbe salvare è invece a Como, in via Tolomeo Gallio.
trama
Su una strada provinciale della Brianza, un ciclista viene investito da un SUV. L'uomo è un cameriere, che quella sera tornava a casa dopo aver lavorato ad un evento tenutosi in una scuola privata. La storia poi racconta, attraverso tre diversi punti di vista, ciò che è successo nei sei mesi prima dell'incidente chiarendo le circostanze della tragedia. Un quarto capitolo è dedicato alla conclusione della storia.
 
 
IL NAVIGATORE - THE NAVIGATOR è suo film del 1924
film con trovate geniali rimaste nella storia del cinema che vi invidiamo a vedere o rivedere
Prodotto dallo stesso Buster Keaton, con il secono regista Donald Crisp che è anche produttore esecutivo, il film venne girato sul lago Tahoe, in California. La nave, su cui si svolge quasi tutto il film, era la S.S. Buford, una nave passeggeri destinata alla demolizione fu comperata per 25.000 dollari
trama
A causa di un complotto di spionaggio, un uomo e una donna si ritrovano ad essere gli unici due passeggeri a bordo di una nave alla deriva nell'oceano. Tra mille imprevisti cercheranno di sopravvivere alla situazione, alla fame, alle intemperie e all'attacco di un villaggio di cannibali in cui successivamente sono costretti, loro malgrado, a sbarcare.
 
IL GRIDO di Michelangelo Antonioni
Il film, in gran parte incompreso dalla critica e dal pubblico, costituisce il passaggio, nell'arte di Antonioni, da un periodo sperimentale ancora legato alle forme neorealiste a un periodo di piena maturità, in cui storia e personaggi assumono nuovi caratteri, più aderenti allo spirito irrequieto dell'uomo contemporaneo, permeati di una nuova drammaticità. Al centro del film, primo esempio nell'opera Antoniniana, campeggia la figura di Aldo, un uomo nel vigore degli anni, abbandonato dall'amante e costretto a girovagare di luogo in luogo con la piccola Rosina, la figlia avuta dalla donna. Il pessimismo che permea ogni scena del film e che è una costante dell'arte di Antonioni, fa corpo con l'immagine, scaturisce dall'immagine stessa, mai prima d'ora così ricca di suggestioni...(Gianni Rondolino (Catalogo Bolaffi del cinema italiano 1955/1965)
la trama
L'operaio Aldo convive con Irma, il cui marito è emigrato da molti anni all'estero, e con lei ha avuto una bambina. Quando giunge la notizia della morte del marito, Aldo vorrebbe sposarla, ma lei confessa di non amarlo più e di avere da tempo una relazione con un altro uomo.
Incapace di sopportare il terribile colpo, Aldo lascia il lavoro ed il paese e, accompagnato dalla bambina, comincia un vagabondaggio alla ricerca di un lavoro e di una nuova vita. Visita la fidanzata di un tempo, Elvia, che aveva lasciato per Irma, e con la quale forse potrebbe essere possibile ricominciare da capo. Ma la presenza della sorella più giovane ed esuberante, Edera, che suscita il suo interesse, lo spinge ad andarsene, prima di dare un nuovo dispiacere ad Elvia.
In seguito incontra Virginia, un'attraente vedova che gestisce un distributore di benzina, con la quale scatta un'immediata, reciproca attrazione. Si ferma un po' da lei, ma la presenza della bambina impedisce che nasca una relazione duratura. Rimandata la figlia da Irma, Aldo prosegue ancora il proprio vagabondaggio senza meta e incontra un'altra donna interessante, Andreina, da cui però si allontana non appena scopre che si mantiene prostituendosi.
Fallita la sua ricerca di un nuovo inizio altrove, torna al paese da cui era partito, dove intravede Irma, serena, con il bambino che ha avuto dall'altro uomo, e si rende conto che qui non c'è posto per lui. Raggiunge la fabbrica in cui lavorava, ora deserta perché è in corso una dimostrazione popolare, sale su una torre e si lancia nel vuoto. Unica spettatrice del suo tragico gesto finale è proprio Irma.
 
DALLAS BUYERS CLUB
presentato con successo di pubblico in prima visione al Conca Verde nel 2013 è opera di Jean-Marc Vallée con un'interpretazione eccezionale di con Matthew McConaughey
altri due titoli consigliati di questo regista sono: C.R.A.Z.Y. e WILD
Agli Oscar del 2014, il film ricevette sei nomination e trionfò nelle categorie Miglior attore protagonista (Matthew McConaughey), Miglior attore non protagonista (Jared Leto), Miglior trucco e acconciatura.
Per essere credibili, Jared Leto e Matthew McConaughey persero moltissimi chili. Leto, inoltre, non abbandonò mai i panni di Rayon durante le riprese. L'attore fu visto più volte aggirarsi per locali o supermarket con gli abiti e il trucco del suo personaggio
trama
Texas, seconda metà degli anni Ottanta. Ron Woodroof, elettricista texano e cowboy da rodeo dipendente da alcool, droga e sesso, riceve all'improvviso la notizia di essere affetto dalla sindrome da immunodeficienza acquisita e che gli sono rimasti 30 giorni di vita. Frustrato per la mancanza di cure disponibili, ma non disposto ad accettare la sentenza di morte, Woodrof inizia a documentarsi sulla malattia trovando conforto nell'uso di cure alternative che arrivano dal Messico e non approvate dal ministero della FDA (Food and Drug Administration), andando così contro la comunità scientifica e i medici specializzati, compresa la sua terapista, la dottoressa Eve Saks. Sebbene estraneo alla comunità omosessuale, Ron si allea poi con il giovane transessuale Rayon, anche lui malato di AIDS, ma incredibilmente attaccato alla vita. Insieme, Ron e Rayon attivano un "buyers club" (un ufficio acquisti) per la vendita dei farmaci e degli articoli sanitari - esportati di contrabbando perché non autorizzati - ad altri sieropositivi che, sottoscrivendo una quota mensile, possono così avere accesso alle forniture. Ron diventa quindi un Cavaliere Solitario che si batte per il diritto alla dignità, all'informazione e all'accettazione di tutti coloro nella sua stessa condizione. Ispirato a fatti realmente accaduti.
 
IL CACCIATORE di Michael Cimino.
un cast d'eccezione tra cui Christopher Walken, John Savage, Robert De Niro, Meryl Streep
Considerato uno dei capolavori del cinema mondiale il film ha ricevuto 9 nomination ai premi Oscar del 1979, vincendone 5 tra cui quello per il miglior film.
Il cacciatore è entrato nella storia del cinema per il suo contrasto tra le inquietanti immagini della guerra e l'anonima vita quotidiana dei protagonisti
curiosità
Le riprese in Thailandia furono molto avventurose: durante le piogge torrenziali, gli attori dovevano salire sui tavoli per evitare i ratti giganti che nuotavano intorno a loro. Inoltre vi fu un colpo di stato proprio durante la lavorazione, ma il Comitato Rivoluzionario garantì protezione alla troupe, assegnandole una guardia armata ogni tre persone.
Per prepararsi al ruolo di Michael, De Niro volle conoscere gli operai di un'acciaieria. Michael Cimino lo presentò come suo agente, Harry Ufland, e nessuno lo riconobbe.
Gli schiaffi da parte dei vietcong nella scena della prima roulette russa erano reali, per rendere più convincenti le reazioni degli attori.
Robert De Niro e John Savage non furono sostituiti da stuntmen per la scena della caduta nel fiume: dovettero ripeterla per quindici volte in due giorni da quasi dieci metri.
Durante la scena del salvataggio in elicottero, John Savage e Robert De Niro rimasero realmente feriti: le loro urla contro gli stuntmen alla guida del velivolo erano autentiche.
Christopher Walken ottenne lo stralunato ed inquietante aspetto di Nick grazie ad una dieta costituita esclusivamente da riso e banane.
Lo sputo di Nick in faccia a Michael durante la roulette russa finale è un'improvvisazione di Christopher Walken, dietro istigazione di Michael Cimino. De Niro non la prese bene.
Robert De Niro dichiarò che, fra tutti i film da lui interpretati, nessuno mai l'aveva esaurito emotivamente e spossato fisicamente come Il cacciatore.
Molte delle battute di Meryl Streep sono improvvisate. Per la Streep è stata la prima nomination all'Oscar come miglior attrice non protagonista.
Nel commento all'edizione speciale in DVD il regista Michael Cimino rivela che Nick è il padre del bimbo di Angela, ponendo fine ad una questione ampiamente dibattuta dai fans del film.
Robert De Niro sostituì all'ultimo minuto Roy Scheider che ha abbandonato la produzione due settimane prima dell'inizio delle riprese, a causa di "differenze creative".
Chuck Aspegren non era un attore ma il caposquadra di un'acciaieria di Chicago visitata all'inizio della pre-produzione da De Niro e Cimino. Entrambi furono così colpiti da lui che gli hanno offerto il ruolo di Axel.
Il doppiaggio italiano del film è stato diretto dal regista Valerio Zurlini.
 
 
SUBURBICON di George Clooney con Matt Damon, Julianne Moore
una black comedy presentata alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2017
il film di Clooney che innesta uno script di parecchi anni fa dei fratelli Coen con la storia vera dell'ondata di violenza che scatenarono, in quegli anni, le prime installazioni di famiglie di colore nei centri residenziali della middle class bianca e xenofoba.
trama
Gardner Lodge vive nella ridente Suburbicon con la moglie Rose, rimasta paralizzata in seguito ad un incidente, e il figlio Nicky. La sorella gemella di Rose, Margaret, è sempre con loro, per aiutare in casa. L'apparente tranquillità della cittadina entra in crisi quando una coppia di colore, i Meyers, con un bambino dell'età di Nicky, si trasferisce nella villetta accanto ai Gardner. L'intera comunità di Suburbicon s'infiamma e si adopra per ricacciare indietro "i negri" con ogni mezzo. Intanto, due delinquenti, irrompono nottetempo nell'abitazione dei Lodge e li stordiscono con il cloroformio, uccidendo Rose.
 
TEMPI MODERNI di Charlie Chaplin
qui il link da vedere e commentare
alcune sequenze del film sono diventate icone della storia del cinema mondiale
curiosità sul film uscito al cinema nel 1936
Durante una tournée europea in promozione del film Luci della città, Chaplin ebbe l'ispirazione per Tempi moderni traendo spunto sia dalle misere condizioni nelle quali era sprofondata l'Europa durante il periodo della Grande depressione, sia da una conversazione avuta con il Mahatma Gandhi, il quale Gandhi biasimò la tendenza "all'industrializzazione sconsiderata con in mente solo il profitto".
Chaplin iniziò la stesura della sceneggiatura del film nel 1934 con in mente di farne la sua prima pellicola "sonora", procedendo, quindi, a scrivere dialoghi e scene sonore. Tuttavia, egli abbandonò presto l'idea originaria convertendo il tutto in forma di film muto con effetti sonori sincronizzati, in quanto temeva che veder parlare il suo vagabondo avrebbe fatto perdere tutta la poesia del personaggio. Lo scetticismo di Chaplin riguardo al sonoro nei film veniva smentito in questi anni, tuttavia Tempi moderni rimase un film muto, pur contenendo alcune scene sonore. Queste erano filtrate da apparecchi, radio, riproduttori, ma mai un dialogo vero e proprio; celebre l'interpretazione di Je cherche après Titine (conosciuta anche come Io cerco la Titina o Nonsense Song), da parte di Chaplin con testo improvvisato in una lingua inventata (grammelot), misto di parole in francese, spagnolo e italiano spesso storpiate e messe assieme senza un vero costrutto.
Il riferimento alla droga nella scena della prigione è qualcosa di audace per l'epoca (in quanto il famigerato Codice Hays, entrato in vigore nel 1930, proibì ogni riferimento o rappresentazione di droghe illegali nei film);
 
LA LEGGE DELL'OSPITALITA' - OUR HOSPITALITY
del 1923, da vedere e rivedere
la genialità di Keaton si esprime in trovate fenomenali...a partire da l'assurdo treno che sfida ogni regola ingegneristica, l'asino inamovibile che costringe i passeggeri a spostare le rotaie o la lunga sequenza del fiume, dove il divo-regista sfodera tutte la sua abilità acrobatica in una serie di eccezionali funambolismi che lasciano ancora oggi con il fiato sospeso. Natalie Talmadge nella realtà era moglie di Keaton; a interpretare Willie neonato c'è il loro bambino, Buster Keaton Jr., mentre in un ruolo minore appare Joe Keaton, padre dell'attore. Il film è noto anche come La legge dell'ospitalità.
la trama
Le famiglie McKay e Canfield sono afflitte da un'eterna faida. I due capi famiglia si scontrano a duello e si uccidono a vicenda lasciando l'amaro compito di essere vendicati alla loro prole. Il giovane McKay tuttavia, non viene allevato nell'odio ma dato in affidamento ad una famiglia di New York. L'uomo crescerà all'oscuro della faida tra la sua famiglia e i Canfield sino all'età di 21 anni quando erediterà tutti i possedimenti dei McKay e dovrà quindi recarsi al suo paese natale per prendere possesso delle proprietà ereditate. Durante il viaggio in treno stringe amicizia con una giovane donna che si rivelerà essere figlia di Joseph Canfield, attuale capofamiglia dei Canfield che, quando saprà dell'arrivo del McKay darà il via a una caccia per tutto il paese e il giovane sarà vittima dei loro continui attentati. Solo l'amore tra i due porterà equilibrio e pace tra le due famiglie.
 
FABRIZIO DE ANDRE' - PRINCIPE LIBERO
La vita dell'artista che ha segnato un'epoca nella musica e nella cultura italiana raccontata a partire dal sequestro avvenuto nel 1979, attraversando gli anni difficili dell'adolescenza e dell'affermazione come cantautore tra incontri, folgorazioni, successi e fragilità.
il film è visibile in due puntate per la regia di Luca Facchini, con Luca Marinelli, Ennio Fantastichini, Valentina Bellè,
Il 27 agosto 1979 Fabrizio De André e la sua compagna, la cantante Dori Ghezzi, vengono sequestrati nella loro tenuta agricola nei pressi di Tempio Pausania, in Sardegna. Verranno liberati quasi quattro mesi dopo. Da quel fatto si innesca un lungo flashback che racconta l'adolescenza e l'età adulta del cantautore, tra incontri, folgorazioni, vita privata e attività musicale, fino a tornare al rapimento e chiudersi sul matrimonio tra i due, nel 1989.
Supportata e supervisionata da Dori Ghezzi, la sceneggiatura di Giordano Meacci e Francesca Serafini (con la collaborazione del regista Luca Facchini), raggiunge un'accurata e accorata sintesi tra la sfida di restituire la complessità dell'uomo e dell'opera e le esigenze narrative della committenza televisiva. Già autori insieme a Claudio Caligari dello script di Non essere cattivo, da quest'ultimo diretto, Meacci e Serafini sono ammiratori dell'opera di De André (e autori di una raccolta di saggi, "La lingua cantata", in occasione del quale lo conobbero). La prima evidenza positiva è che le canzoni di De André trovano ampio spazio nella narrazione e la sostengono in senso puntuale, non pretestuoso né meramente illustrativo (operazione analoga a quella della biografia Dalida di Lisa Azuelos): come nel caso in cui "La canzone dell'amore" perduto marca la fine della relazione con la moglie Puny o "Se ti tagliassero a pezzetti" sancisce la solidità dell'amore per Dori (le due donne più importanti nella vita di De André, interpretate con risolutezza da Elena Radonicich e Valentina Bellè).
 
Altro film consigliato oggi da guardare e commentare
in occasione dei 45 anni dell'uscita è
FANTOZZI di e con Paolo Villaggio, regia di Luciano Salce
il film è stato presentato nella versione restaurata qualche anno fa presso Cinema Conca Verde
il 27 marzo del 1975 il pubblico iniziava a conoscere il ragionier Ugo Fantozzi con il primo film della fortunatissima saga. Il primo episodio e il secondo in particolare, sono tra le opere più apprezzate del cinema comico italiano.
Qui trovate una bella intervista d'epoca a Paolo Villaggio da non perdere
https://www.youtube.com/watch?v=sv8oiLC4hSs
curiosità sul film
Cast
Circa la scelta dell'interprete di Ugo Fantozzi, per decenni è sopravvissuta la leggenda secondo cui, inizialmente, erano stati contattati attori già famosi presso il grande pubblico quali Ugo Tognazzi e l'allora emergente Renato Pozzetto, prima di assegnare la parte al suo inventore Paolo Villaggio, al tempo ancora poco noto in ambito cinematografico; una versione dei fatti a lungo avallata in prima persona dallo stesso Villaggio, ma infine smentita dall'attore e motivata con il mero intento di aumentare l'interesse attorno al progetto e al suo interprete principale.
Per dare un volto ai comprimari del travet la produzione era da principio indirizzata verso interpreti all'epoca già affermati: tuttavia, causa il timore che nomi di primo piano potessero in qualche modo, attraverso la loro fama, snaturare i tratti originari dei personaggi, in fase di sceneggiatura Villaggio, Salce, Benvenuti e De Bernardi optarono per un gruppo di interpreti interamente composto da caratteristi o attori minori.[Tra i nomi inizialmente previsti vi era anche Susanna Martinková, in un ruolo imprecisato.
Riprese
Le riprese iniziarono a Roma a metà ottobre del 1974 Come location degli esterni furono usati in gran parte vari luoghi dell'allora provincia di Roma in cui le scene si svolgono, con alcune eccezioni. Per la Megaditta fu usato il palazzo della Regione Lazio, alla Garbatella, oscurandone le insegne.[Gli esterni del condominio di Fantozzi furono in realtà girati presso due diversi edifici: uno in viale Castrense, dove inizia la Tangenziale Est, e uno situato nel Gianicolense. Gli interni della villa di Catellani furono girati nella Villa dell'Olgiata, mentre il ristorante giapponese è un set costruito nella Villa Monte Mario in via Trionfale. A gennaio le riprese si spostarono a Courmayeur per le scene che si svolgono nella località valdostana.
Scena eliminata
Nel 2004, con il restauro della pellicola per l'edizione DVD-Video, fu reintegrata una scena tagliata dalla versione cinematografica. La scena è situata subito dopo la partita a tennis con Filini, e mostra un primo tentativo di Fantozzi di dimagrire. In essa il ragioniere si ricovera alla clinica dimagrante Le Magnolie, identica in tutto e per tutto a una prigione, dove di giorno è severamente vietato mangiare e bere, mentre di notte vengono servite a cari prezzi delle succulente pietanze ai "carcerati". Fantozzi, dopo aver dilapidato un patrimonio in cibo, decide di acquistare gli "spaghetti alla Montecristo", piatto con una lima inclusa nella pietanza. Questa storia sarebbe poi stata reinterpretata e ampliata in Fantozzi contro tutti riutilizzando anche la location originaria della scena, ovvero il complesso monumentale di San Michele a Ripa Grande.La scena è stata nuovamente rimossa nel restauro del 2015, effettuato sulla versione cinematografica.
 
 L'ARTE DELLA FELICITÀ
Sergio è un tassista napoletano che, sotto una pioggia incessante, porta i suoi clienti per la in cui vive città, sempre più degradata. Al contempo cerca di metabolizzare la morte del fratello Alfredo, partito per il Tibet dieci anni prima e mai tornato. Sui sedili del suo taxi si avvicendano vari personaggi che recano ognuno una traccia del fratello scomparso
 
L'ULTIMO TERRESTRE di Gipi
da guardare e commentare
dopo il link per vedere IL RAGAZZO PIÙ FELICE DEL MONDO ecco anche il precedente film di Gipi
Gli extraterrestri arrivano in un paese stanco e disilluso, in crisi economica conclamata e gravissima. Le reazioni delle persone alla venuta degli extraterrestri vanno dalla reazione razzista (Adesso ci ruberanno il lavoro, come hanno fatto i cinesi prima di loro!) ad interpretazioni mistico religiose strampalate.
Questa è l’ambientazione che ospita la nostra storia.
Ma noi non raccontiamo la storia di un popolo, seguiamo invece la vita di Luca Bertacci, un uomo con enormi problemi di relazione, un uomo che , abbandonato dalla madre quando era piccolo, è cresciuto nell’odio per le femmine. Nella diffidenza e, soprattutto, nell’incapacità di provare sentimenti.
Questa chiusura emotiva ne ha fatto un emarginato senza passioni e senza sogni, Luca spende la sua vita tra il lavoro (barista in una sala bingo), rari pranzi con il padre (che ogni volta rinnova il dolore per l’abbandono della madre, quella femmina maledetta..) e un attrazione segreta e inconfessabile per una vicina di casa. Un sentimento che Luca non può e non vuole permettersi, e che cerca di reprimere in ogni modo.
Ma l’arrivo degli extraterrestri cambierà tutto. Nella storia questa venuta assumerà sempre di più le caratteristiche di una vera e propria “rivelazione” per il nostro protagonista. Questi alieni, che nella forma e l’atteggiamento sono tanto simili ai “grigi” di incontri ravvicinati, ma che si distinguono soprattutto per la loro capacità di sapere “che cosa è Bene e cosa è Male”, agiscono ai margini della vicenda modificando la vita di Luca, innescando eventi che lo porteranno a scoprire una verità inaspettata e sconvolgente sulla madre e il suo “abbandono”, fino a dargli una nuova possibilità di vita e una speranza di felicità.
Difficile al termine della storia non pensare che questi extraterrestri con il loro arrivo tanto simile ad un “giudizio universale” siano alla fine venuti sulla terra solo per lui. Come un regalo.
 
NON ESSERE CATTIVO
film cult di Claudio Caligari con Luca Marinelli, Alessandro Borghi,
Presentato in sala nel 2015
qui il link da vedere e commentare
Ostia, 1995. Vittorio e Cesare sono amici da una vita, praticamente fratelli. Cresciuti in un quartiere degradato campano di espedienti, si drogano, bevono e si azzuffano con altri sbandati come loro. A casa Cesare ha una madre precocemente invecchiata che accudisce una nipotina malata, la cui madre è morta di Aids. Vittorio invece sembra non avere nessuno al mondo, e quando incontra Linda vede in lei una possibilità di costruire una vita normale. Trova lavoro e cerca di coinvolgere anche Cesare, che nel frattempo si è innamorato di Viviana, una disperata come lui ma piena di voglia di costruirsi un futuro. Riusciranno Rosencrantz e Guildenstern a diventare protagonisti della loro vita?
Claudio Caligari nasce ad Arona nel 1948. Dopo l'apprendistato con quattro documentari, tutti realizzati fra il 1976 e il 1978, debutta nel lungometraggio con Amore tossico (1983), che diverrà un cult, cruda storia di dipendenza da eroina, interpretata da attori non professionisti. Ritorna alla regia quindici anni dopo nel 1998 con L'odore della notte, tratto da un romanzo di Dido Sacchettoni, che racconta le scorribande nella Roma degli anni '70 di una gang malavitosa il cui capo è un poliziotto dalla doppia vita.
Poco dopo aver terminato il montaggio dell'ultimo film, Non essere cattivo (2015), prodotto da Valerio Mastandrea e ambientato nella periferia romana in cui è tornato a raccontare i ragazzi di vita degli anni '90, si spegne il 26 maggio 2015 dopo una lunga malattia.
 https://www.raiplay.it/video/2017/09/Non-essere-cattivo-2209eaaf-dd25-48ea-8ae5-83157e9904d6.html
 
IL PICCOLO DIAVOLO
diretto da Roberto Benigni, ed interpretato dallo stesso attore toscano insieme a Walter Matthau.del 1988
lo trovate qui gratis
Fu presentato nella Quinzaine des Réalisateurs al Festival di Cannes 1989.
Una parte del film è stata girata a Taormina e la stazione ferroviaria del film è la stazione di Taormina-Giardini. Alcune scene sono state realizzate a Roma nel giardino degli Aranci sull'Aventino.
Le scene interne al convento sono state girate all'interno della certosa di Calci in Toscana.
Il film è dedicato a Donato Sannini e Andrea Pazienza, due amici del regista morti nel periodo di realizzazione del film.
I titoli di testa, in animazione, sono stati realizzati da Gianni Fasciolo e Enrico Liberatore.
 
Ecco il link per vedere IL SINDACO DEL RIONE SANITÀ.
Questo film di Martone è stato uno dei titoli presentati quest'anno all'interno di CINEMA ITALIA le nuove vie del cinema italiano contemporaneo, la proposta di Cinema Conca Verde in collaborazione con Festival Presente Prossimo , giunta quest'anno alla quarta edizione
CINEMA ITALIA è lo spazio dedicato da Cinema Conca Verde all’incontro con alcune delle opere più interessanti e alternative del cinema italiano contemporaneo, con proiezioni precedute da introduzioni.
Gli altri titoli dell'edizione di quest'anno che pure vi consigliamo di recuperare sono stati: MARTIN EDEN di Pietro Marcello, premiato al Festival del Cinema di Venezia per la migliore interpretazione maschile di Luca Marinelli, DAFNE di Federico Bondi presentato al Festival del Cinema di Berlino. LA MAFIA NON E' PIU' QUELLA DI UNA VOLTA di Franco Maresco, premio speciale della giuria al Festival di Venezia, SELFIE di Agostino Ferrante, presentato al Festival del Cinema di Berlino e accolto con entusiasmo dal pubblico, BANGLA, opera prima di Phaim Bhuiyan giovane italiano di origini bengalesi.
IL SINDACO DEL RIONE SANITÀ
di Mario Martone, con Francesco Di Leva, Roberto De Francesco, Italia, 2019,
In concorso al festival del Cinema di Venezia. Mario Martone porta al cinema la messinscena di una delle più celebri pièce teatrali di Eduardo De Filippo. Napoli, oggi. Antonio Barracano "sistema le cose" e risolve problemi: gli "ignoranti" che non hanno santi in paradiso si rivolgono a lui perché interceda in loro favore e Barracano, soprannominato "il sindaco", si presta volentieri a fare da mediatore. Quando Rafiluccio Santaniello, il disperato figlio del fornaio, va da lui deciso ad uccidere il padre, Don Antonio, rivede nel giovane lo stesso sentimento di vendetta che da ragazzo lo aveva ossessionato e poi cambiato per sempre. Il Sindaco decide così di intervenire per rappacificare padre e figlio e salvarli entrambi.
 
il primo film che vi consigliamo oggi è il capolavoro di Elio Petri
LA CLASSE OPERAIA VA IN PARADISO
qui disponibile gratis su youtube
Lo presentammo al Conca Verde ormai diversi anni fa utilizzando una copia in 35mm in una delle iniziative proposte in collaborazione Biblioteca "Di Vittorio" Cgil Bergamo
buona visione
Lulù è un metalmeccanico così veloce nel lavoro che il padrone esige dagli altri lo stesso ritmo. Quando però una macchina gli trancia un dito, passa dalla parte dei compagni in sciopero. Licenziato, viene riassunto per opera dei sindacalisti, ma - divenuto un po' folle - farnetica d'un paradiso che oltre un muro attende la classe operaia.
 
GATTA CENERENTOLA. presentato al Conca Verde un paio di anni fa e poco visto nonostante la sua qualità
lo trovate qui
In un misterioso porto di Napoli, in un futuro non tanto lontano, il criminale 'O Re con i suoi scagnozzi si contende il controllo del territorio e le attenzioni di Cenerentola, una ragazza molto speciale. Oppressa dalla famiglia e serva delle sorellastre, Cenerentola vive in un contesto di ingiustizia, traffici illegali, avidità e rivalità, maturando in lei il desiderio di vendicare la morte del padre, avvenuta anni prima.
Regia: Alessandro Rak, Ivan Cappiello, Marino Guarnieri, Dario Sansone
 
IL RAGAZZO PIU' FELICE DEL MONDO di Gipi.
qui le parole di
GIPI (Gian Alfonso Pacinotti)
che in questi giorni lo ha messo a disposizione per tutti
Grazie!
"Il problema di chi fa un mestiere come il mio è che, di fatto, nei momenti seri (come questo) non serve a niente.
Può solo distrarre le persone.
Divertirle, se e quando gli riesce.
Con questo intento, da oggi, "Il ragazzo più felice del mondo" sta in visione su Youtube.
Dura un'ora e mezza e a volte fa ridere.
Spero vi sia utile."
ILRAGAZZO PIU' FELICE DEL MONDO
È una storia vera.
C’è una persona che da più di vent’anni manda lettere cartacee scritte a mano a tutti gli autori di
fumetti italiani spacciandosi per un ragazzino di 15 anni.
Nelle lettere, piene di complimenti, chiede sempre “uno schizzetto” in regalo.
Per agevolare il compito ogni busta contiene un cartoncino bianco e un francobollo per la risposta.
C’è un fumettista italiano, Gipi, che inizia a indagare su questa persona.
Chi è veramente?
IL RAGAZZO PIÙ FELICE DEL MONDO
Regia di Gipi
Scritto da Gipi, Gero Arnone
Fotografia di Vanni Mastrantonio
Montaggio di Chiara Dainese
con Gipi, Davide Barbafiera, Gero Arnone, Francesco Daniele
 
LO CHIMAVANO JEEG ROBOT
7 David di Donatello e 2 Nastri d'Argento nel 2016
2015 Italia Azione & Avventura 112 min
Nella Roma di questi anni, Enzo Ceccotti è un piccolo delinquente che, per puro caso, entra in contatto con una sostanza radioattiva che gli procura una forza sovrumana. Ombroso, introverso e chiuso in sé stesso, l'uomo decide di usare il suo "superpotere" per agevolare la sua carriera criminale. Ma un giorno incontra Alessia, una ragazza che si è convinta che lui sia Jeeg Robot d'acciaio, l'eroe del famoso cartone animato giapponese, in carne ed ossa. E tutto cambia. Vincitore di 7 David nel 2016 e di due Nastri d'Argento. Fuori concorso Sezioni Parental Control e Masterclass Giffoni 2016.
Regia: Gabriele Mainetti
Interpreti: Claudio Santamaria, Luca Marinelli, Ilenia Pastorelli, Stefano Ambrogi, Maurizio Tesei
 
BANANA
Ve lo consigliamo
Giovanni, detto "Banana" per la mania di indossare la maglia del Brasile, è un ragazzo di quattordici anni che cerca di non rinunciare ai suoi sogni, in un mondo fatto di persone frustrate, rinunciatarie e senza coraggio. Fuori concorso Sezione Cinema al parco Giffoni 2015.
Regia: Andrea Jublin
Interpreti: Marco Todisco, Beatrice Modica, Anna Bonaiuto