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MI CHIEDO QUANDO TI MANCHERò

PROIEZIONE E INCONTRO CON IL REGISTA

MI CHIEDO QUANDO TI MANCHERò
Martedì 20 luglio ore 21.15
Bergamo Cinema all’aperto Arena Santa Lucia
Proiezione e incontro con il regista Francesco Fei
MI CHIEDO QUANDO TI MANCHERO’
un film di Francesco Fei, con Beatrice Grannò, Claudia Marsicano
Un on the road geografico e fisico con due ottime attrici, in grado di raccontare le difficoltà dell'adolescenza e l'importanza di trovare una propria strada senza rinunciare ai propri sogni. Un racconto di formazione poeticamente in viaggio tra realtà e immaginazione. Il film è stato premiato a Roma Film Festival
Amanda, 17 anni e un passato di bulimia, è in fuga da un errore che ha commesso ma forse anche da se stessa. In viaggio con lei c'è la sua amica immaginaria, una ragazza sovrappeso, esuberante e politicamente scorretta, che la guida nella più difficile delle sfide: crescere e impadronirsi della propria vita.
Prevendite disponibili qui
 
(in  caso di pioggia la proiezione è spostata presso Cinema Conca Verde)
Il regista sarà presente sia prima che dopo il film per un incontro con i presenti
 
IL REGISTA
Francesco Fei, docente di regia all’Accademia di Belle Arti di Bergamo, è un regista italiano di film e documentari, di cui è autore e anche produttore con la sua casa di produzione Apnea Film. Si afferma come regista realizzando numerosi clip con i più importanti musicisti italiani. Il suo primo film, “Onde”, viene selezionato al Festival di Rotterdam e altri festival internazionali e segnalato dalla critica come una delle opere prime italiane più personali. I suoi lavori sono stati selezionati a numerosi festival internazionali, come quelli di Venezia, Rotterdam, Roma, San Francisco, Rio de Janeiro, al Festival del Cinema d’Arte di Montreal, alla Biennale d’Architettura ed in importanti musei e gallerie italiane come la Fondazione Salvatore Ferragamo e il Pac di Milano. Ha scritto, prodotto e diretto la docufiction con Filippo Timi “Segantini ritorno alla natura” selezionato nel 2016 al Biografilm Festival dove ha vinto il Premio del Pubblico. Nel 2018 il suo documentario “La Regina di Casetta” ha vinto il Premio Miglior Film Italiano al Festival dei Popoli e il Premio Unesco e la Genziana d’Oro al Trento Film Festival. Nel 2019 è uscito nei cinema, in più di 400 sale, il suo documentario “Dentro Caravaggio”. Il suo secondo lungometraggio “Mi chiedo quando ti mancherò“, tratto dal best seller della scrittrice americana Amanda Davis “Wonder when you’ll miss me”, è stato presentato nella sezione Alice nella città sezione autonoma della Festa del Cinema di Roma dove ha vinto con Beatrice Grannò il premio come migliore attrice emergente.
 
NOTE DI REGIA
Il film è tratto dal libro di Amanda Davis “Wonder when you’ll miss me”, un romanzo di formazione che racconta le sfide dell’adolescenza tra bullismo, volontà di integrarsi e l’opposta urgenza di esprimere la propria individualità. Amanda Davis, nonostante la giovane età, era una scrittrice di rango, capace di trasmettere sentimenti autentici e di creare identificazioni forti con i suoi personaggi. Ciò che ho voluto mantenere nel film è proprio la disperata necessità della protagonista - tipica della sua età ed irripetibile nelle varie fasi della vita di ciascuno di noi - di farsi guidare dall’istinto e da un senso di libertà, procedendo per salti, spesso anche maldestri, alla ricerca del suo posto nel mondo. Mai come quando siamo adolescenti siamo mossi da questa forza vitale dirompente che deve in ogni modo esprimersi poiché, al contrario, finisce per divorarci e provocare sofferenza.
Mi chiedo quando ti mancherò è la storia di una ragazzina che con coraggio e tenacia, affronta la vita attraverso percorsi che possono apparire sconclusionati e caotici ma che la portano per tentativi a conoscere se stessa e a maturare fiducia nelle proprie capacità. Le sue debolezze sono il punto di partenza di una grande volontà, pura e sincera, che è molto lontana dalla passività in cui molti adulti si lasciano cadere. La sua storia è un bellissimo esempio di come sia possibile indirizzare in positivo la nostra vita; purtroppo spesso ce ne dimentichiamo e Amanda con la sua impellente volontà ce lo ricorda. Un tema narrativo potente e poetico legato fortemente alla presenza dell’alter ego della protagonista: il personaggio della Cicciona che è l’essenza surreale ma concreta della storia e rappresenta quel lato di noi che non si arrende, che non si chiede se va bene o no ma se ne frega e ci sprona a seguire la nostra natura nonostante tutto.
Al pubblico ho voluto raccontare una storia poetica e visionaria che ci ricorda l’importanza dei sogni, quelli che ci fanno volare in alto, al di sopra dei propri e degli altrui limiti. Per riuscire in questo, la regia è sempre stata funzionale alla sincerità della recitazione, alla ricerca di un’emozione spontanea e diretta, nel tentativo di riproporre quelle leggerezza ed ingenuità tipiche dell’adolescenza anche nella trattazione dei temi più difficili, che volutamente vengono lentamente abbandonati nel cammino verso un finale che è sì un punto di arrivo ma anche e soprattutto un punto di partenza.
Ho avvertito forte la necessità di raccontare gli ultimi che però ce la fanno, che non mollano mai, che, nonostante tutto, vanno avanti e lottano verso una meta tanto ambita quanto sconosciuta, perché anche se nessuno ce lo dice dentro di noi dobbiamo ricordare che una via c’è sempre e sta solo aspettando di essere trovata, con fiducia in noi stessi e nella vita. www.francescofei.com