SE FATE I BRAVI

MARTEDì 22/11 ORE 21.00

SE FATE I BRAVI
Dopo l’incontro con il regista Stefano Collizzolli di martedì scorso, e viste le numerose richieste, ulteriore proiezione
Martedì 22/11 ore 21.00 CINEMA DEL BORGO
SE FATE I BRAVI di Stefano Collizzolli e Daniele Gaglianone
Un diario del G8 di Genova 2001, fatto vent’anni dopo, raccontando al presente un passato interrotto.
15 ingressi omaggio riservati agli insegnanti delle scuole superiori di Bergamo e provincia su prenotazione scrivendo a mediateca@sas.bg.it entro lunedì 21/11. Gli insegnanti possono invitare alla proiezione serale i propri alunni che possono partecipare con un ingresso speciale di soli 4 euro. Il film è disponibile anche per le scuole su prenotazione in altri giorni al mattino.
19 – 21 luglio 2001. Erano i giorni di un vertice fra gli otto stati più potenti della terra: otto persone riunite a decidere il destino del pianeta, barricate dietro grate alte cinque metri e protette da migliaia di poliziotti. Ed i giorni in cui centinaia di migliaia di persone da tutto il mondo sono andate a Genova per contestare pacificamente quel modello di sviluppo predatorio ed ingiusto, e proporne un altro.
A quel sogno ed a quella protesta rispose la più grave sospensione dei diritti democratici in Occidente dopo la Seconda guerra mondiale.
 
La memoria è una cosa strana. Quella di Genova è una storia che è stata raccontata molte volte, ma il nostro paese non ci ha mai fatto i conti fino in fondo; come se fosse una storia da dimenticare. Anche moltissime delle memorie individuali sono interrotte; come una ferita sepolta, una frattura che ci si scorda di avere, ma che quando cambia il tempo si sente. E’ quello che è successo agli autori ed ai testimoni del film. Vent’anni dopo abbiamo sentito l’esigenza di raccontare.
Sono passati più di vent’anni da Genova, 2001. È il tempo in cui un neonato diventa una persona: c’è un’intera generazione che è autonoma e presente al nostro tempo, e che allora non era ancora nata. Ed è il tempo in cui un ragazzo diventa adulto, ed un adulto anziano. Ci sono due generazioni che hanno attraversato quell’esperienza, e che ancora non possono considerarla chiusa. Non è chiuso il sogno di Genova 2001, perché i grandi temi di quei giorni sono i temi di oggi, solo più urgenti. Parlavamo di crisi ecologica, di crescente disuguaglianza, di finanza che accentra le risorse nelle mani dei pochi e precarizza o spiaccica i tanti. Ci pareva sbagliato e pericoloso che il 20% degli abitanti della terra controllasse l’80% delle ricchezze. Oggi, l’8% controlla l’85%.
E non è chiusa la violenza di Genova 2001, perché quella violenza è stata molte volte raccontata, contro raccontata, celebrata o condannata, ma mai compresa o risolta.
Vent’anni è un ciclo di tempo umano, in cui un fatto avvenuto è abbastanza distante da poter essere guardato in prospettiva, con distacco, essere riscoperto e messo in connessione con altri fatti che, quando accadeva, sembravano altri, irrelati. Ed è ancora abbastanza vicino da poter essere presente, da poter parlare al presente, da poter incontrare centinaia di migliaia di persone che portano addosso quell’esperienza, che possono raccontarla, che forse continuano a riviverla. È un tempo giusto, fra storia e biografia, per poterne parlare: per partire da Genova per andare oltre Genova, e per capire cosa Genova significa.
 
Ingresso 6,00 € – 5,50 (over 65, studenti universitari under 26)
Ingressi ridotti con i carnet da 3, 6, 9 ingressi validi un anno, tutti i giorni, in tutte le sale, anche per due persone.